F.A.Q

Le domande che mi si fanno sul massaggio tailandese, essendo un trattamento che si scosta dai massaggi più comuni, sono molte. È qualcosa di diverso, nuovo, ancora poco conosciuto nella sua vera essenza e completezza, e perciò ho cercato in questa sessione di chiarire e mettere in luce gli aspetti che generano più dubbi. Se hai altre domande o curiosità non esitare a metterti in contatto con me!

Le tecniche che si utilizzano in questo massaggio sono principalmente pressioni e stretching passivo. Sono quel che da al massaggio la sua identità ed unicità in comparazione alla gran varietà di terapie manuali che si praticano in occidente, ed hanno un ruolo fondamentale nella messa in atto di questo lavoro corporale. Se vuoi saperne di più puoi dare un’occhiata qui.

Gli effetti di un massaggio in media durano una settimana, per cui l’ideale è una frequenza settimanale. A questo pro ho creato pacchetti settimanali più economici rispetto al massaggio singolo che puoi vedere quiGli effetti di un massaggio in media durano una settimana, per cui l’ideale è una frequenza settimanale. A questo pro ho creato pacchetti settimanali più economici rispetto al massaggio singolo che puoi vedere qui. Però sarai tu e il tuo portafoglio a decidere la frequenza … la cosa davvero importante è che tu abbia la coscienza corporale di sapere quando ne hai bisogno, sapendo che il massaggio è anche e soprattutto uno strumento di salute preventivo. L’ideale sarebbe non dover ricorrere al massaggio quando ti si è accumulata una tensione tale da provocarti dolore o lesioni. Considera anche che una volta il tuo corpo arriva a questo punto di crisi avrai comunque bisogno di un tot di sessioni per alleviare il dolore e riequilibrare il tuo corpo.

Il massaggio si fa su un futon, che è un materasso di qualche centimetro che si colloca direttamente sul pavimento. Non si possono utilizzare i classici lettini da massaggio perché la maggioranza dei movimenti e delle tecniche richiedono che il massaggiatore stia in una postura specifica con le ginocchia a terra, cosa che gli permette usare tutto il suo corpo e le sue articolazioni per trasmettere il movimento al paziente.

Il massaggio si effettua vestiti per offrire al paziente la massima comodità, discrezione e tranquillità visto che molte delle posizioni che il terapeuta guida potrebbero risultare imbarazzanti e scomode per entrambi se effettuate senza vestiti. Oltretutto, il tipo di pressioni e stretching del massaggio tailandese, se effettuate direttamente sulla pelle potrebbero provocare sensazioni poco gradevoli di pizzicore o irritazione.

El terapeuta guiará tu cuerpo a hacer movimientos amplios con lo cual hay que ponerse ropa cómoda y amplia, preferiblemente de algodón. Lo ideal seria llevar pantalones largos y camiseta de manga larga, incluso en verano y sacar cualquier tipo de objeto duro o metálico como cinturones, anillos, reloj, joyería que podrían fastidiar durante el tratamiento. Si tienes el pelo largo es oportuno atarlo con una goma.

L’ideale, nei due giorni successivi ad un massaggio, è non fare attività accellerate o stressanti di modo da lasciare al corpo il tempo per integrare l’esperienza di sanazione e godere dello stato di profondo relax nel quale entra il corpo.

Nelle ore immediatamente successive al massaggio bisognerebbe bere acqua o un’infusione e camminare un pochino affinchè quel che è stato sbloccato dal massaggio possa tornare a circolare liberamente nel corpo.

Si, può succedere. Esiste la possibilità che durante il massaggio, soprattutto se si riceve un massaggio nell’area del ventre, si verifichino episodi di catarsi, ovvero di liberazione di emozioni. All’improvviso, e senza apparente spiegazione, si può provare tristezza, pianto, addirittura fastidio, rabbia o riso, e non capire da dove vengono né il perché ci sconcerta. È un processo del tutto normale, e se ciò succede è estremamente positivo, anche se l’emozione suscitata ti risulta sgradevole!

Durante la nostra vita, quando sopprimiamo e neghiamo un’emozione indesiderata, purtroppo non la scacciamo, anzi. Quel che succede è che, senza saperlo coscientemente, il nostro corpo la immagazzina al suo interno, accumulandola in determinati punti e/o organi. E lì ci rimane, per giorni, mesi, anni, senza che ce ne rendiamo conto.

Il massaggio tailandese può arrivare a toccare questi punti di accumulo dell’emozione, ed proprio stimolando fisicamente questi punti, che finalmente l’emozione negata può liberarsi, uscire, sciogliersi in maniera improvvisa e rapida. Se succede è un successo strepitoso perché l’accumulo di emozioni represse nel corpo è la causa di molte delle più comuni malattie moderne, tra cui malattie psicosomatiche e tumori.

Un buon terapista è pienamente cosciente di tutto ciò, è abituato ad assistere a questo tipo di episodi catartici e ti accompagnerà senza giudicare finché l’emozione non si liberi. Se ciò succede nei giorni seguenti al massaggio è importante che tu sappia che è normale e positivo: anche se si tratta di un’emozione spiacevole significa che si è liberata, è uscita, già non fa parte di te e puoi finalmente dirle addio

In effetti il massaggio tradizionale standard che si pratica in Tailandia ed in alcuni centri in Occidente può provocare parecchio dolore o addirittura provocare lesioni. Questo è perché spesso i massaggiatori vengono istruiti ad eseguire una sequenza standard predeterminata di movimenti che viene messa in atto con chiunque, senza adattarsi al corpo ed alle necessità del paziente. Senza perciò mettere in atto l’aspetto fondamentale in qualsiasi tipo di terapia corporale che è l’attenzione nell’ascolto del corpo del ricevente; aspetto che invece caratterizza l’approccio terapeutico e personalizzato che propone Serenaflow.

Nonostante ciò questo non vuol dire che tutti i massaggiatori in Tailandia siano cattivi, professionisti, anzi. Però come sempre si può trovare di tutto, e c’è da considerare che in Tailandia il massaggio per turisti è diventato una delle principali fonti di rendita, per cui si trovano tanto massaggiatori con un vero e proprio dono ed altri che semplicemente si dedicano ad esso come ad un qualsiasi lavoro meccanico, eseguendo sempre le stesse mosse indipendentemente dalla persona che stanno trattando. Per di più c’è da tenere in considerazione un aspetto antropoplogico fondamentale: i tailandesi hanno corpi, alimentazione e costituzione corporea diversi dai nostri, sono abituati alla pratica del massaggio con un’alta frequenza, e culturalmente hanno una percezione diversa del dolore. Per un tailandese un massaggio che non fa male non è un massaggio!

La presión siempre se dosifica y se regula en función del paciente. Las primeras sesiones siempre son mas suaves, y luego se regula la presión en función de la respuesta del paciente y de su feedback. La comunicación entre terapeuta y paciente es esencial y es importante ser honesto sobre como se percibe una presión y en pedir mas o menos fuerza.
La percepción del dolor es diferente por cada uno con lo cual algunas personas necesitarán presiones fuertes que se pueden llegar a ejercer por parte del terapeuta utilizando los pies y todo su peso, mientras para otras será suficiente y igualmente eficaz una ligera presión palmar. Cada cuerpo es un mundo, y no necesariamente cuerpos grandes necesitan presiones fuertes y viceversa, ya que las necesidades y la tolerancia al dolor de cada cuerpo son distintas y dependen entre otras cosas de su constitución energética (aire, agua. tierra, fuego).

No, y sí. Normalmente la sensación con la cual te quedas después de un buen masaje es de profunda relajación y de entrar en una dimensión fluctuante donde la mente y los pensamientos pierden importancia.

Nonostante ciò è molto probabile che in qualche momento - essendo che si praticano pressioni che vanno a toccare punti del corpo in cui ci sono degli accumuli, siano essi contratture e tensioni muscolari, ritenzione di liquidi, emozioni immagazzinate nel corpo, rigidità – sentiamo dolore. E di fatto questo tipo di dolore è un buon segno: significa che il massaggio sta funzionando, il corpo si sta sbloccando, liberando e rilasciando tossine e tensioni. È quel che chiamiamo “dolore buono”.

Qual è quindi il “dolore cattivo”? Il dolore cattivo è quel dolore che non è sintomo di una liberazione del corpo ma è invece un segnale che ci dice che si è superato un limite e si può arrivare ad avere una lesione. Anche se non ne siamo coscienti, ognuno di noi ha una saggezza corporale integrata e sa distinguere istintivamente in modo chiaro ed immediato se il dolore che sta provando è un “dolore buono” o se invece si sta lesionando. Un terapista, essendo a contatto con molti pazienti lo sa, però la comunicazione paziente-terapista rimane comunque uno strumento chiave e positivo per entrambi.

Certamente! Se ti stai chiedendo questo è perché associ il massaggio tailandese a determinate manovre e posture del massaggio che spesso si usano per illustrarlo in fotografia. E si mostrano spesso perché queste posizioni che richiedono un’elevata flessibilità sono belle da vedere e rendono l’idea fotograficamente. Però solo sono un’infinitesima parte delle più di 200 posture del massaggio thai, e si usano solo quando il paziente ha molta flessibilità ed ha perciò bisogno di stirare molto i muscoli per avere un qualche tipo di efficacia.

In nessun caso un buon terapista ti forzerà ad assumere posizioni che il tuo corpo non possa tollerare. Andare leggermente verso il limite fa parte della terapia, ma superarlo no. Si adatterà sempre al tuo grado di flessibilità, sia quel che sia, ed arriverà si a migliorarla, però progressivamente e dolcemente.

Al contrario di quel che si crede, questo lavoro corporale riduce al minimo le possibili lesioni ad articolazioni, legamenti e muscoli. Allo stesso tempo regala benestare liberando la tensione generata dallo stress e armonizza corpo e mente.

Assolutamente no. Il massaggio si fa da vestiti ed il contatto non è mai di tipo genitale o intimo. Ad ogni modo, come in qualsiasi tipo di massaggio e situazione di vita quotidiana, diverse persone possono percepire o interpretare una situazione in un modo più o meno intimo o che mette più o meno a disagio. Se in qualche momento percepisci che il contatto con il terapista ti mette a disagio la cosa più opportuna è avvisarlo affinché possa adattare il massaggio alle tue esigenze ed entrambi possiate vivere l’esperienza con la necessaria tranquillità.